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EFFETTO BREXIT: LE AZIENDE ITALIANE NON SEGNALANO CAMBIAMENTI SOSTANZIALI NEGLI SCAMBI COMMERCIALI CON UK

SONDAGGIO AICE

In occasione del Seminario “Le implicazioni della Brexit nel commercio internazionale” tenutosi giovedì 4 maggio 2017, Aice – Associazione Italiana Commercio Estero - ha effettuato un sondaggio presso le aziende associate e non che operano nel commercio internazionale, inerente al tema della Brexit, al fine di avere una indicazione per capire effettivamente quanto l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea incida sulle attività commerciali delle aziende italiane.

Dai risultati del sondaggio, risulta che il 73% aziende impegnate in scambi commerciali (in export e in import) con la Gran Bretagna non ha notato nessun cambiamento in merito alle relazioni commerciali con i suoi fornitori e/o clienti. Tuttavia, il 41% prevede un possibile calo del giro d'affari una volta concluso il processo di uscita del Regno Unito dalla UE.

Inoltre, per il 50% delle aziende intervistate la svalutazione della sterlina non ha incrementato le importazioni dalla Gran Bretagna e non ha causato una riduzione dell’export italiano verso la Gran Bretagna.

Infine, facendo riferimento agli avvenimenti politici dell’ultimo periodo caratterizzati da un orientamento più protezionistico e meno liberista, le aziende hanno espresso il loro parere sul futuro del commercio internazionale.

I risultati riscontrati dal sondaggio mostrano in generale un’opinione divisa: il 36% delle aziende pensa che dovrà cambiare l’approccio all’internazionalizzazione, mentre il 33%, a meno che non intervengano assurde barriere doganali, non prevede cambiamenti.

 

In conclusione, le aziende italiane sperano in una Soft Brexit e si augurano una uscita graduale della Gran Bretagna che preveda un accordi commerciale con i paesi dell’Unione Europea che mantenga almeno una situazione di dazi doganali a zero per le merci in import e in export.