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Museo Milano

(Per approfondimenti http://www.museomilano.it/aice_e_gli_operatori_del_commercio_estero/ )

 

 

Aice (Associazione Italiana Commercio Estero) è un'associazione imprenditoriale senza scopo di lucro, che da 70 anni rappresenta specificamente, unica in Italia, gli interessi delle aziende italiane che hanno come caratteristica comune il prevalente impegno in attività di commercio con l'estero e di servizio a tali attività. La tipologia di aziende associate vede presente produttori/esportatori, esportatori, importatori, distributori, traders, buyers, gruppi d'acquisto, export management, PMI, istituti bancari eccetera), con una copertura globale dei mercati esteri e delle varietà merceologiche: dalla ”A” di Alluminio alla “Z” di Zuccheri. Aice aderisce a Confcommercio – Imprese per l’Italia.

La nascita di ACEM (Aice): premesse e documenti
Ogni ricerca, parte da una mancanza, un vuoto che si ritiene utile e necessario colmare. Questa scheda contribuisce a colmarne uno: lo statuto originale ritenuto “perduto” dell’associazione ACEM è fortunatamente reperibile presso l’archivio dello INSMLI (Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia). Istituto che raccoglie, fra l’altro, la corrispondenza e gli atti del CLN (Comitato di Liberazione Nazionale) Lombardia – il governo provvisorio fino al 1947 – anche per quanto riguarda le questioni economiche e quelle relative appunto al commercio estero.
Il 7 agosto del 1945 il commissario al commercio Ugo Borroni scrive all’Unione commercianti della Provincia di Milano comunicando che dal 31/07 le attività della Commissione Alleata riguardante il Commercio estero sono cessate: “Tutti i paesi sono liberi di trattare direttamente con gli appositi organi del governo italiano che regolano le esportazioni e con le ditte private sottoposte solo a quelle regole che il governo italiano…”.
Il 10 agosto 1945, ACEM, nella persona del Segretario Generale f.f., risponde che “l’Unione Commercianti ci passa per competenza la vostra lettera del 7/08, Vi ringraziamo per la comunicazione e chiediamo che le successive comunicazioni siano inviate a ACEM, essendo l’associazione aderente all’U.C., già costituita e funzionante dal 21/06/45.
Il 20 agosto 1945, il commissario Borroni, chiede: copia dello statuto, la composizione del consiglio e di essere informato periodicamente sull’attività dell’associazione
Il 27 Agosto 1945 ACEM, puntuale, invia il proprio Statuto e il Regolamento, il cui Articolo 1 dichiara:
“È costituita con sede principale a Milano ACEM (Associazione Commercio Estero Milanese) vi possono aderire Persone Fisiche e Giuridiche che trattano il commercio di esportazione, di importazione , di transito sia in proprio che in commissione o in nome e per conto terzi o coloro che sono comunque interessati”.
“Scopo dell’associazione è raggruppare, assistere e tutelare coloro che trattando il commercio estero, hanno per preparazione e capacità, conoscenza dei mercati, portata e attrezzatura aziendale, una propria fisionomia tecnico professionale che le contraddistingue dagli altri commercianti che operano all’interno e per l’interno.”
Emerge in questo testo “normale” l’eccezionalità del momento che l’Italia stava vivendo:
Art. 5  Categorie dei Soci:
Effettivi
Aderenti
Onorari

Non possono fare parte dell’Associazione coloro che per il loro passato politico sono passabili di epurazione in base ai disposti di legge”. In ultimo, nel Regolamento (Art. 1): “Il primo anno sociale ha eccezionalmente inizio il 1 Luglio 1945 e termina 31 dicembre 1946”.
Inoltre, come richiesto si inviano  i nomi del comitato Direttivo provvisorio:
Longhi Riccio presidente f.f.
Emilio Dalla Volta
Domizio Costa
Giuseppe Frattini
Antonio Gaeta
Mario Lanfranchi
Eugenio Silvani

A questo sono allegati il Notiziario 1 e il Notiziario 2 editi da ACEM (oltre agli aggiornamenti sulle iniziative, nel secondo bollettino inviato è presente l’offerta di vendita di materiale di recupero da parte delle autorità militari nordamericane, con articoli del tipo: 600 bottiglie, 9.000 kg di ex ruote di aereo, 73.000 kg di ferro ex portabombe, eccetera).
Le lettere successive segnalano soprattutto le prime aperture di mercato / accordi con vari Paesi: Brasile, Svizzera, Argentina, Turchia, Portogallo, Canada, Spagna.

Nascita, intenti, organizzazione e sviluppo
Nasce già nel 1945 con la denominazione ACEM (Associazione Commercio Estero Milano) e fin dagli anni ’50 aderisce alla Confcommercio. Dopo l’esperienza autarchica e le vicende belliche, l’esigenza è quella di far ripartire il commercio estero, bloccato sia per la normativa allora in vigore sia per le condizioni del Paese. Si tratta allora di un’iniziativa da veri pionieri.
Già al suo esordio l’associazione si pone l’obiettivo concreto di intervenire in supporto alle aziende: nel 1946 si tenne, anche per volontà di ACEM, il primo Convegno sul Commercio Estero. Le sollecitazioni espresse nel convegno furono recepite dal ministero del Tesoro, che consentì agli esportatori di mantenere a loro disposizione parte della valuta incassata: il 50%, in genere in dollari. Il rimanente andava conferito all’Ufficio Italiano Cambi (ricordiamo che esistevano ancora le AM-LIRE, emesse dagli alleati e in circolazione fino al 1950 a fianco della lira).
La crescita dei soci è costante: nel 1955 sono quasi duecento; alla fine degli anni ’90 sono ormai più di 300. Nel 2016 i soci superano i 700 di cui buona parte ha sede a Milano e in Lombardia, con il numero di aziende associate provenienti da altre regioni italiane in costante crescita. Negli ultimi anni, anche a seguito della crisi del mercato interno, vi è stata una forte crescita di associati provenienti dal mondo delle piccole imprese che trovano nei servizi forniti dall’Associazione un supporto essenziale per la sfida che devono affrontare quando vogliono operare sui mercati esteri.

Aice è nel consiglio della
• Fondazione Italia-Cina
• Fondazione Italia-Russia
• Fondazione Italia-Uzbekistan
• Camera di Commercio Internazionale – Sezione italiana

È anche membro di varie Camere di Commercio miste, come quella italo-americana, italo-cinese, italo-uzbeka, italo-russa.
Inoltre mantiene i rapporti istituzionali con: il Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, ICE (Istituto Commercio Estero) ora ITA – Italian Trade Agency, Banca d’Italia, le principali ambasciate e consolati.
L’associazione svolge un ruolo operativo e di supporto (pratiche doganali, assistenza normativa e legale), e di rappresentanza. Nel corso del tempo ha organizzato missioni commerciali in Europa e nel mondo, parallelamente è punto di contatto per le missioni commerciali estere in Italia. Punto di forza dell’Aice sono i convegni tematici (almeno trenta all’anno) organizzati dall’associazione stessa su problemi e normative specifiche: gli associati esperti di settore mettono a disposizione degli iscritti le loro specifiche conoscenze.
Il numero dei soci di Aice è chiaro che dipende dall’andamento del commercio estero, perciò, negli anni Sessanta, quelli del boom economico, cresce l’export di prodotti, a partire dal tessile e meccanico, per la qualità crescente e la competitività di prezzo.
L’associazione inizia dunque a specializzarsi nei vari settori merceologici e assume una dimensione nazionale (dal 1970 prende il nome di ANCE – Associazione Nazionale Commercio Estero), diventando l’interlocutore a livello governativo, (Ministero, UIC-Unione Italiana Commercio Estero), veicolando le richieste degli operatori.
L’Associazione inizia inoltre a organizzare la rete commerciale all’estero, aiutando le aziende che non avevano esperienze e competenze.
A partire dagli anni Ottanta, quando le grandi aziende si dotarono di strutture interne e furono in grado di operare autonomamente, il ruolo del trader si riduce, ma per le aziende piccole poco propense a organizzarsi in consorzi condividendo i costi, il ruolo di Aice rimane essenziale, facendo da direzione estera, organizzando incontri e missioni commerciali.
Anche per gli importatori Aice svolge un ruolo di supporto e rappresenta gli interessi degli operatori verso il governo: come l’iniziativa per una definizione di “import strategico” definito per i singoli Paesi per poter compensare parte consistente di esso con le esportazioni.
Con l’avvento della globalizzazione aumentano gli interventi per le piccole imprese, che a volte hanno una forte percentuale del fatturato rappresentato dalle esportazioni ma senza strutture interne specializzate, Aice mette quindi in contatto i piccoli produttori con i grandi buyer esteri, come per esempio nel mondo della moda o come l’accordo stipulato il primo operatore di e-commerce mondiale.

Negli ultimi anni Aice ha rafforzato notevolmente la propria attività di lobbying verso le istituzioni europee. L’Europa è un mercato unico e la politica commerciale verso i Paesi terzi è una delle poche materie le cui decisioni vengono prese a Bruxelles e Strasburgo. Per tutelare gli interessi delle aziende associate è, quindi, essenziale mantenere relazioni costanti con la Commissione Europea e con il Parlamento Europeo. Molteplici sono le tematiche monitorate: gli accordi di libero scambio tra UE e Paesi terzi, gli strumenti di difesa commerciale, le questioni doganali, le politiche di accesso ai mercati, il sistema delle preferenze generalizzate, eccetera.

Protagonisti storici di Aice
Dell’Associazione hanno fatto parte alcuni grandi nomi del trading italiano, come Alberto Levi (fratello del più celebre Arrigo), uno dei primi ad aprire i mercati in Russia, o Dino Gentili (fondatore COGIS) tra i primi attivi in Russia e in Cina. L’associazione nacque da una esigenza economica: le aziende anche di grandi dimensioni non avevano la struttura per affrontare i mercati, in questa fase emerge la figura del trader, che non produce ma nella maggioranza dei casi rappresenta gli interessi di alcune grandi aziende, come Piero Savoretti, fondatore della Novasider e rappresentante della stragrande maggioranza delle aziende metalmeccaniche sul mercato sovietico, tra i protagonisti della nascita di Togliattigrad.

(Ricerche storiche e testo a cura di Paolo La Rocca)